player playlist Show me how you self destruct Untitled Document
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" Mi sono aggrappata per mesi alle tue parole non dette, ai silenzi, ai gesti impercettibili. Ogni tuo sguardo verso di me diventava motivo di riflessioni anche per giorni interi. A questo punto morto di un ‘noi’ mai sbocciato, ma appassito ancora prima di fiorire, mi chiedo cosa sarebbe successo dentro di me se un giorno avessimo potuto realizzare tutti i sogni per i momenti insieme che ho desiderato così tanto. Un maremoto, un uragano. Il cuore mi sussulta ancora ogni volta, quando ti penso. Ha paura di essere ferito di nuovo, lo capisco. Sono quei graffi visibili con gli occhi della mente, che fanno davvero ancora troppo male. Qualsiasi canzone mi fa pensare a te, qualsiasi parola, qualsiasi profumo. Se solo mi avessi lasciato il modo di farti felice io giuro, te lo giuro, avrei fatto di tutto solo per vederti sorridere. Quello che provo è opprimente, non riesco a tenere dentro di me il peso di non averti vicino. Mi viene da dirti che mi manchi, anche se non sei mai stato mio. "
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sleepless-starrynights:

mio fratello si è seduto sulle mie gambe mentre piangevo, ed è rimasto così, appoggiato a me, per quasi mezz’ora. se n’è andato dicendomi riprenditi. oggi marco compirebbe 22 anni, e ora mi chiedo in che specie di quinto muro siano i quattro anni che non ha vissuto, che cosa sarebbe successo. morire a 18 anni non è giusto. cosa ne è di tutti i libri che non ha letto, delle gite al mare che non abbiamo fatto, della macchina che avrebbe voluto? l’ultimo compleanno che abbiamo passato insieme è stato appunto quello della maggiore età. l’ultimo per sempre. e per sempre è un’eternità, un infinito. come posso accettare che tutto questo accada? come posso accettare di non litigare più con lui, di non poter mettere la mia testa tra la sua spalla ed il collo, di non poter più sentire il suo odore, la sua voce? io non ci riesco. ci provo, a non parlare più dei tuoi occhi o dei tuoi abbracci, ma non ce la faccio. se non ti tengo vivo io, chi lo farà? non scrivo più di te, matt. non ti chiamo così da secoli, sei diventato marco, quello ormai maturo e con i capelli corti. nella mia testa io e te andiamo ancora ad aprile al mare, e non ti droghi più. abbiamo vinto noi, amore, nella mia immaginazione e nelle pagine che ho scritto nei 1366 giorni senza di te. sono tanti, e in ognuno di questi tu sei stato con me, dentro di me. credimi se ti dico che non c’è stato giorno in cui io non ti abbia pensato, non credevo che sarebbe stato possibile. gli altri non capiscono, sai? non parlo più loro di te, quasi. non voglio essere un peso, quando accenno il discorso cambiano argomento. tranquilli, tanto è passata, dico a tutti. ma cosa passa? non passa un cazzo amore mio bello (adoravo quando mi chiamavi così), passa solo tutto questo tempo senza di te. nella mia testa io oggi sono a casa tua, abbiamo comprato tanti pacchetti di sigarette e stiamo guardando un film di tim burton, il tuo preferito, anche se a me non piace più di tanto. ho la testa nel mio posto, come l’avevi definito, quello che sembrava creato giusto per la mia testina viola, nell’incavo della tua clavicola. in silenzio ti ascolto respirare e sento il tuo profumo sulla mia pelle, tornata a casa. e non potrei essere più felice. spero tanto che tu lo sia, dovunque sia. buon (non) compleanno.

miss you so much

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